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propuosi di fare uno sonetto,

secondo che li miei pensieri erano divisi.

e non fa sola sé parer piacente,

l'una per costui veracemente, e l'altra per me,

per?ch'io sento lo suo nome spesso nel mio pensero:

Vedela tal; la quinta quivi: So io che parla.

e secondo comune opinione astrologa,

credendo che io sognasse, e diceanmi:

e pareami vedere moltitudine d'angeli li quali tornassero in suso,

di conoscenza e di veritì fora,

che non piangete quando voi passate

però che lo primo mese è ivi Tisirin primo,

avvenne uno die che, sedendo io pensoso in alcuna parte,

propuosi di fare uno sonetto ne lo quale io manifestasse ciò che io avea detto fra me medesimo;

e dicea loro nel mio pensero:

e dissi 'lasso' in quanto mi vergognava di ciò,

Dannomi angoscia li sospiri forte,

mi potrebbero testimoniare a chi non lo credesse.

posto che fosse l'uno e l'altro,

onde pare che sia non sanza ragione,

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la quale morta era certamente.
Per Lucano parla la cosa animata a la cosa inanimata,
parloe ad Eolo, segnore de li venti,
Poi mi parve vedere a poco a poco
piena di grazia, l'anima gentile,
credendo che lo mio piangere e le mie
così come se io fosse stato presente a questa donna.
nominandolo per lo nome d'alcuno suo effetto.
sì ch'io lo 'ntendo ben, donne mie care.
la dolorosa mente,
perché vedea ch'esta vita noiosa
io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d'alcuna.
Ma qual ch'io sia, la mia donna il si vede,
e simulava sue parole, acci?che paresse che dicesse d'un'altra,
mi potrebbero testimoniare a chi non lo credesse.
e ha lasciato Amor meco dolente.
sì mi cessò la forte fantasia entro in quello punto ch'eo volea dicere:
E dico che d'allora innanzi cominciai a pensare di lei sì con tutto lo vergognoso cuore,
e vedere mi parea donne andare scapigliate piangendo per via,
ché per altro era vilissimo.